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Bullismo, che cos'è?

Il termine “bullismo” deriva dalla parola inglese “bullying” ed è usato nella letteratura internazionale per indicare il fenomeno delle prepotenze fra pari.

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo caratterizzato da tre fattori:

-l’intenzionalità > l’azione aggressiva viene messa in atto in modo volontario e consapevole;

-la sistematicità > l’azione aggressiva si ripete nel tempo;

-l’asimmetria di potere > tra il bullo e la vittima c’è una differenza di potere dovuta alla forza fisica, alla numerosità, se l’azione viene agita da un gruppo, all’età. La vittima fatica a difendersi e sperimenta un forte senso di impotenza.

 

Come si manifesta il bullismo?

Si identificano diverse forme di bullismo a seconda delle tipologie di azioni messe in atto:

-bullismo diretto > comportamenti di prevaricazione fisica finalizzati a nuocere l’altro, come picchiare, spingere, fare cadere;

-bullismo verbale > comportamenti che utilizzano la parola per danneggiare la vittima, come prendere in giro, utilizzare nomignoli dispregiativi, insultare;

-bullismo indiretto > comportamenti rivolti in modo non diretto alla vittima, ma che le creano disagio nell’ambito della relazione con gli altri. Si tratta di comportamenti di esclusione ed isolamento della vittima, attraverso pettegolezzi, dicerie, ostracismo.